
187 aziende agricole, quattro colture e una delle più ampie reti di monitoraggio agronomico in Italia: il percorso di Conserve Italia e xFarm Technologies, insieme all'Università di Bologna, per trasformare i dati raccolti nei frutteti in decisioni misurabili su irrigazione, difesa e stima delle rese.

Conserve Italia è una delle più grandi cooperative agroalimentari europee. La sua filiera frutta segue quattro colture — pesco, pero, albicocco e melo — coltivate da aziende agricole socie distribuite soprattutto in Emilia-Romagna, con presenze anche in Puglia, Veneto e Molise.
Gestire una filiera ortofrutticola significa confrontarsi ogni anno con una variabile che nessuna azienda controlla: il clima. Stagioni sempre più avverse — gelate tardive, alluvioni, estati siccitose — influenzano rese, consumi idrici e pressione delle avversità, con impatti diretti sulla produzione e sui costi.
Per affrontare questa variabilità servivano dati agronomici affidabili e comparabili, raccolti direttamente in campo. Senza una base dati strutturata diventava complesso:
• misurare il reale fabbisogno irriguo di ogni coltura e appezzamento;
• valutare il rischio fitosanitario giorno per giorno, non una volta a settimana;
• stimare in anticipo le rese per pianificare raccolta e trasformazione;
• rendicontare i risultati agronomici e ambientali lungo la filiera.
L'obiettivo condiviso con xFarm Technologies era chiaro: dotare la filiera di un'infrastruttura capace di trasformare ciò che accade nei frutteti in informazioni utili a decidere.
La collaborazione tra Conserve Italia e xFarm Technologies inizia nel 2024 e si sviluppa insieme all'Università di Bologna. Oggi è alla terza stagione e si articola in tre linee di lavoro complementari.
Una rete capillare di stazioni meteo e sensori in campo che alimenta la piattaforma xFarm con dati agronomici in tempo reale — oggi tra le più ampie reti di monitoraggio agronomico attive in Italia. Ogni azienda agricola è stata dotata di hardware e formata all'uso della piattaforma, con sessioni online e in presenza.
Su un gruppo di aziende pilota, le strategie basate sui dati di sensori e modelli vengono messe a confronto con la gestione tradizionale, misurando gli effetti reali su irrigazione, difesa e monitoraggio degli insetti.
Un progetto pilota che prevede un sistema di computer vision, sviluppato con il contributo dell'Università di Bologna, che conta i frutti dalle immagini raccolte in campo e stima la resa in corso di stagione.
Nella stagione 2025 i modelli DSS xFarm sono stati confrontati in modo strutturato con i bollettini della Regione Emilia-Romagna: 6 modelli xFarm a fronte di 16 bollettini regionali e 79 zone, su quattro colture, da maggio ad agosto.
La differenza decisiva è la risoluzione temporale. Il bollettino regionale viene pubblicato una volta a settimana: nei sei giorni che separano una pubblicazione dalla successiva, un evento infettivo può nascere, raggiungere il picco e iniziare a declinare. Il DSS xFarm aggiorna il rischio ogni 24 ore e anticipa mediamente di 4 giorni il segnale di un evento infettivo rispetto alla prima comunicazione ufficiale.
Dove il confronto è metodologicamente corretto — modelli epidemiologici contro modelli — la concordanza raggiunge il 94% (15 confronti concordanti o parziali su 16). E identificando le finestre di bassa pressione infettiva all'interno di periodi classificati “ad alto rischio” dal disciplinare, un operatore guidato dal DSS avrebbe evitato 2–3 trattamenti fungicidi per coltura tra maggio e luglio. In particolare, si è registrato un potenziale risparmio sulla spesa in prodotti fitosanitari per pero e pesco e una potenziale riduzione del carico ambientale.

Il valore del DSS non è sostituire il bollettino regionale, ma affiancarlo: xFarm come guida operativa giornaliera, il bollettino come riferimento normativo per la produzione integrata.
Al termine della stagione 2025, il progetto comprende:
Inoltre il progetto pilota FarmView ha compiuto un salto di qualità tra il 2024 e il 2025: accuratezza di riconoscimento dei frutti è aumentata dal 56–66% al 76–81%, con circa 40.000 immagini raccolte in campo, e un errore nella stima della resa del 2,5% sul pero e del 4,3% sul pesco, calcolato integrando tre anni di dati storici. Sull'albicocco la variabilità resta più alta, per effetto degli eventi climatici estremi, mentre la roadmap 2026 prevede l'integrazione di dati meteorologici e indici vegetazionali per rafforzare il modello.
Questi primi risultati sperimentali contribuiscono al continuo processo di innovazione che xFarm vuole portare all’interno della filiera di Conserve Italia.
L'analisi ha evidenziato un principio che vale per l'intera filiera ortofrutticola: a parità di informazione, chi la riceve prima decide meglio.
Quattro giorni di anticipo sul segnale di allerta significano trattamenti più efficaci, meno sprechi e decisioni basate su dati attuali anziché su fotografie della settimana precedente. E nei periodi in cui il rischio reale è basso, saper distinguere la soglia precauzionale dall'evento infettivo in corso permette di evitare trattamenti non necessari.
I dati agronomici non sono quindi soltanto uno strumento di monitoraggio. Diventano una base concreta per orientare le scelte di campo e accompagnare le aziende agricole nel percorso di miglioramento.
Il percorso di Conserve Italia con xFarm Technologies continua.
La terza stagione del progetto punta a consolidare i risultati della sperimentazione, perfezionare il modello di stima delle rese integrando dati meteorologici e indici vegetazionali, e rafforzare gli strumenti di rendicontazione di filiera.
Quella costruita da Conserve Italia con xFarm Technologies non è soltanto una rete di sensori. È un'infrastruttura digitale che raccoglie dati direttamente dai frutteti, valuta i rischi ogni 24 ore, confronta le strategie agronomiche e misura i risultati nel tempo.
Una filiera ortofrutticola può diventare più resiliente ed efficiente in modo misurabile. Ma per farlo deve prima riuscire a trasformare ciò che accade in campo in dati affidabili.
Le decisioni migliori non si improvvisano. Si misurano.
“In agricoltura, la qualità di una decisione dipende dalla tempestività dell’informazione su cui si fonda. Il progetto sviluppato con Conserve Italia e l’Università di Bologna applica questo principio a una filiera ortofrutticola: una rete di monitoraggio, modelli previsionali e competenze scientifiche integrati per leggere quotidianamente lo stato dei frutteti. È questo il contributo della digitalizzazione alla filiera agroalimentare: ridurre l’incertezza, a partire da quella climatica, e orientare le scelte agronomiche su evidenze misurabili.”
Giovanni Causapruno, Revenue Director Europe di xFarm Technologies
“Il progetto Agrometeo nasce con l’obiettivo di trasformare la sperimentazione in strumenti tecnologici sempre più affidabili e operativi, rafforzando il legame tra dati, ricerca e cooperazione, in modo tale da accompagnare i soci della nostra filiera verso la digitalizzazione, rendendo le scelte in campo più consapevoli e tempestive.”
Mattia Onofri, Responsabile Frutta di Conserve Italia