11/9/2026

Conserve Italia: la rete agronomica che anticipa i rischi nella filiera frutta

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187 aziende agricole, quattro colture e una delle più ampie reti di monitoraggio agronomico in Italia: il percorso di Conserve Italia e xFarm Technologies, insieme all'Università di Bologna, per trasformare i dati raccolti nei frutteti in decisioni misurabili su irrigazione, difesa e stima delle rese.

I numeri chiave del progetto

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Leggere una filiera ortofrutticola attraverso i dati, stagione dopo stagione

Conserve Italia è una delle più grandi cooperative agroalimentari europee. La sua filiera frutta segue quattro colture — pesco, pero, albicocco e melo — coltivate da aziende agricole socie distribuite soprattutto in Emilia-Romagna, con presenze anche in Puglia, Veneto e Molise.

Gestire una filiera ortofrutticola significa confrontarsi ogni anno con una variabile che nessuna azienda controlla: il clima. Stagioni sempre più avverse — gelate tardive, alluvioni, estati siccitose — influenzano rese, consumi idrici e pressione delle avversità, con impatti diretti sulla produzione e sui costi.

Per affrontare questa variabilità servivano dati agronomici affidabili e comparabili, raccolti direttamente in campo. Senza una base dati strutturata diventava complesso:

•    misurare il reale fabbisogno irriguo di ogni coltura e appezzamento;

•    valutare il rischio fitosanitario giorno per giorno, non una volta a settimana;

•    stimare in anticipo le rese per pianificare raccolta e trasformazione;

•    rendicontare i risultati agronomici e ambientali lungo la filiera.

L'obiettivo condiviso con xFarm Technologies era chiaro: dotare la filiera di un'infrastruttura capace di trasformare ciò che accade nei frutteti in informazioni utili a decidere.

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Tre filoni in un unico progetto integrato

La collaborazione tra Conserve Italia e xFarm Technologies inizia nel 2024 e si sviluppa insieme all'Università di Bologna. Oggi è alla terza stagione e si articola in tre linee di lavoro complementari.

1. Rete di digitalizzazione e monitoraggio.

Una rete capillare di stazioni meteo e sensori in campo che alimenta la piattaforma xFarm con dati agronomici in tempo reale — oggi tra le più ampie reti di monitoraggio agronomico attive in Italia. Ogni azienda agricola è stata dotata di hardware e formata all'uso della piattaforma, con sessioni online e in presenza.

2. Progetto agronomico sperimentale.

Su un gruppo di aziende pilota, le strategie basate sui dati di sensori e modelli vengono messe a confronto con la gestione tradizionale, misurando gli effetti reali su irrigazione, difesa e monitoraggio degli insetti.

2. FarmView — riconoscimento e conteggio dei frutti.

Un progetto pilota che prevede un sistema di computer vision, sviluppato con il contributo dell'Università di Bologna, che conta i frutti dalle immagini raccolte in campo e stima la resa in corso di stagione.

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Le soluzioni xFarm utilizzate

  • rete di monitoraggio con stazioni meteo e sensori xFarm
  • modulo Difesa (DSS), per la valutazione giornaliera del rischio fitosanitario
  • modulo Irrigazione automatica e sensore xIdro, per la gestione delle tesi sperimentali
  • modulo Nutrizione, per la gestione agronomica delle colture
  • servizi agronomici xFarm a supporto di agricoltori e tecnici di filiera

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Dal bollettino settimanale al rischio calcolato ogni 24 ore

Nella stagione 2025 i modelli DSS xFarm sono stati confrontati in modo strutturato con i bollettini della Regione Emilia-Romagna: 6 modelli xFarm a fronte di 16 bollettini regionali e 79 zone, su quattro colture, da maggio ad agosto.

La differenza decisiva è la risoluzione temporale. Il bollettino regionale viene pubblicato una volta a settimana: nei sei giorni che separano una pubblicazione dalla successiva, un evento infettivo può nascere, raggiungere il picco e iniziare a declinare. Il DSS xFarm aggiorna il rischio ogni 24 ore e anticipa mediamente di 4 giorni il segnale di un evento infettivo rispetto alla prima comunicazione ufficiale.

Dove il confronto è metodologicamente corretto — modelli epidemiologici contro modelli — la concordanza raggiunge il 94% (15 confronti concordanti o parziali su 16). E identificando le finestre di bassa pressione infettiva all'interno di periodi classificati “ad alto rischio” dal disciplinare, un operatore guidato dal DSS avrebbe evitato 2–3 trattamenti fungicidi per coltura tra maggio e luglio. In particolare, si è registrato un potenziale risparmio sulla spesa in prodotti fitosanitari per pero e pesco e una potenziale riduzione del carico ambientale.

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Il valore del DSS per coltura

Il valore del DSS non è sostituire il bollettino regionale, ma affiancarlo: xFarm come guida operativa giornaliera, il bollettino come riferimento normativo per la produzione integrata.

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Una filiera che si misura

Al termine della stagione 2025, il progetto comprende:

  • 187 aziende agricole digitalizzate, dotate di hardware e formate all'uso della piattaforma;
  • una rete estesa di sensori: 80 stazioni meteo e 500 sensori installati;
  • 4 colture seguite con tesi sperimentali e risparmi idrici misurati rispetto alla gestione tradizionale;
  • oltre 700 ettari monitorati dalla rete Agrometeo.

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Inoltre il progetto pilota FarmView ha compiuto un salto di qualità tra il 2024 e il 2025: accuratezza di riconoscimento dei frutti è aumentata dal 56–66% al 76–81%, con circa 40.000 immagini raccolte in campo, e un errore nella stima della resa del 2,5% sul pero e del 4,3% sul pesco, calcolato integrando tre anni di dati storici. Sull'albicocco la variabilità resta più alta, per effetto degli eventi climatici estremi, mentre la roadmap 2026 prevede l'integrazione di dati meteorologici e indici vegetazionali per rafforzare il modello.

Questi primi risultati sperimentali contribuiscono al continuo processo di innovazione che xFarm vuole portare all’interno della filiera di Conserve Italia.

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Perché il “tempo” è centrale nella difesa della filiera

L'analisi ha evidenziato un principio che vale per l'intera filiera ortofrutticola: a parità di informazione, chi la riceve prima decide meglio.

Quattro giorni di anticipo sul segnale di allerta significano trattamenti più efficaci, meno sprechi e decisioni basate su dati attuali anziché su fotografie della settimana precedente. E nei periodi in cui il rischio reale è basso, saper distinguere la soglia precauzionale dall'evento infettivo in corso permette di evitare trattamenti non necessari.

I dati agronomici non sono quindi soltanto uno strumento di monitoraggio. Diventano una base concreta per orientare le scelte di campo e accompagnare le aziende agricole nel percorso di miglioramento.

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Verso le prossime stagioni

Il percorso di Conserve Italia con xFarm Technologies continua.

La terza stagione del progetto punta a consolidare i risultati della sperimentazione, perfezionare il modello di stima delle rese integrando dati meteorologici e indici vegetazionali, e rafforzare gli strumenti di rendicontazione di filiera.

Quella costruita da Conserve Italia con xFarm Technologies non è soltanto una rete di sensori. È un'infrastruttura digitale che raccoglie dati direttamente dai frutteti, valuta i rischi ogni 24 ore, confronta le strategie agronomiche e misura i risultati nel tempo.

Una filiera ortofrutticola può diventare più resiliente ed efficiente in modo misurabile. Ma per farlo deve prima riuscire a trasformare ciò che accade in campo in dati affidabili.

Le decisioni migliori non si improvvisano. Si misurano.

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“In agricoltura, la qualità di una decisione dipende dalla tempestività dell’informazione su cui si fonda. Il progetto sviluppato con Conserve Italia e l’Università di Bologna applica questo principio a una filiera ortofrutticola: una rete di monitoraggio, modelli previsionali e competenze scientifiche integrati per leggere quotidianamente lo stato dei frutteti. È questo il contributo della digitalizzazione alla filiera agroalimentare: ridurre l’incertezza, a partire da quella climatica, e orientare le scelte agronomiche su evidenze misurabili.”

Giovanni Causapruno, Revenue Director Europe di xFarm Technologies

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“Il progetto Agrometeo nasce con l’obiettivo di trasformare la sperimentazione in strumenti tecnologici sempre più affidabili e operativi, rafforzando il legame tra dati, ricerca e cooperazione, in modo tale da accompagnare i soci della nostra filiera verso la digitalizzazione, rendendo le scelte in campo più consapevoli e tempestive.”

Mattia Onofri, Responsabile Frutta di Conserve Italia

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